Il latinorum della politica italiota. Dal capostipite Mattarellum al delirante Italicum, tanto voluto da Renzi

Ormai tutti si riempiono la bocca con termini o frasi latine, magari non avendo mai studiato questa lingua. È un modo per sembrare più colti, più intellettuali, più avanzati culturalmente. Se ne impossessano i personaggi più strampalati come Simona Ventura, Claudio Lotito, Rosario Fiorello, Barbara D’Urso e via dicendo.

La politica, addirittura, ha dato il nome a leggi elettorali, la prima delle quali, oltre venti anni fa, è stata denominata Mattarellum, derivante dal cognome dell’attuale Presidente della Repubblica. Possiamo, dunque, definirla l’antenata per eccellenza del pastrocchio elettorale, riconoscibile da quel certo latinorum di “azzeccagarbugliesca” memoria.

C’è comunque da dire che più del contenuto, potè il nome. Una leggenda, della nostra Ars Governandi, narra che ad inventare il Mattarellum fu il noto politologo, da poco scomparso, Giovanni Sartori, preso a descrivere con la sua solita ironia i pasticci dell’assetto elettorale. Tale “diversivo” in poco tempo ebbe a trasformarsi in un vero successo.

Ormai il giochetto era fatto. Infatti, due anni dopo, Pinuccio Tatarella, in forza ad Alleanza Nazionale, dette vita alla sua legge elettorale per lo statuto delle Regioni, che da tutti venne immantinente ribattezzata Tatarellum.

Stava iniziando, all’interno della politica italiana, un’epoca tutta nuova e “latineggiante”.  Questa lingua, utilizzata sino a quel momento nei licei, nei tomi di medicina, dai preti, nei canti gregoriani, nei libri di storia, si trasformava nell’idioma ufficiale di ogni legge elettorale.
Ma chi veramente conosceva, o conosce, il latino dentro la politica nostrana? Renzi? Berlusconi? Salvini? Grillo? Di Maio? Meloni? Di sicuro, qualcosa deve capirci Mattarella e altri pochi della sua età. Le materie ostiche, dove c’è molto da pensare, riflettere, interpretare, non sono certo alla portata dei politicanti italiani.
Lasciamo stare! Nel 2005 arriva la definitiva legittimazione linguistica quando il centro destra prende la decisione di modificare, a suo favore, il sistema di voto. In un battibaleno butteranno giù una riforma, rimasta alla storia, per le tantissime polemiche suscitate. Liste bloccate, un premio di maggioranza attribuito su base nazionale alla Camera e su base regionale al Senato. La nuova creatura nascerà e il suo nome sarà “Porcellum”.  Si associa tale nome a Roberto Calderoli che la definì “una porcata”. Da notare l’esaltazione del genio leghista; chi mai avrebbe pensato di trasformare porcata in Porcellum?

Nel 2013, la Corte Costituzionale boccerà del tutto il Porcellum, e dalle sue ceneri nascerà il “Consultellum”. Praticamente, un proporzionale puro. Una legge puramente virtuale, che lascerà il passò al sistema di voto attualmente in vigore: l’ “Italicum”, fortemente voluto da Renziper restare sempre e comunque nei piani alti della politica.

Ma cerchiamo di spiegare il significato del suffisso -ellum. Importante è l’um finale che ricorda la parola referendum e che è stata la fonte da cui hanno attinto in molti. Quindi, oltre ai nomi di sopra possiamo ricordare i vari Spinellum ( Valdo Spini); Mastellum (Mastella); Fisichellum (Fisichella); Dalemum (D’Alema) e via e via.

Com’è facilmente intuibile, il suffisso è a volte effettivamente “-ellum” e a volte solo “-um”. Visto che conosciamo il prototipo, abbiamo il modello a cui tutti gli “-ellum” successivi si sono ispirati. Il modello ha due caratteristiche: ha quattro sillabe e finisce in “-ellum”. La base ideale è quindi un cognome che sia fornito di quattro sillabe e che possegga una doppia l come ultima consonante (Tatarella e Fisichella).

Uff…mi sono stancato di dare spiegazioni, tanto so che molti, a questo punto, si saranno spostati su altri lidi non capendo un’acca di ciò che sto scrivendo. Insomma, quello che conta è più sopra.

 

Immagine in alto: L’Avvocato Azzeccagarbugli e Renzo Tramaglino. Da “I Promessi Sposi”

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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