Dire le parolacce è un segnale di intelligenza. Da uno studio di alcuni psicologi del Massachusetts

Ieri, stavo leggendo la rivista Language sciences, che si occupa di vari argomenti basati principalmente sul linguaggio ed ho subito posato gli occhi su un originale studio che ha evidenziato risultati fino a poco fa impensabili. La rivista, senza mezzi termini, grazie ai suoi ricercatori, ha stabilito che si possono usare le cosiddette parolacce o imprecazioni che dir si voglia, in quanto simili espressioni farebbero risultare un’intelligenza superiore, cioè quella “verbale”.

Venire a conoscenza che i “porca troia”, “figlio di …”, ” vaffanculo”, ” testa di…” , ” porca di quella miseriaccia” e via dicendo, sono avvisi di intelligenza, sarà una piacevole sorpresa per tutti coloro che utilizzano giorno dopo giorno questo tipo di espressioni. Se tale ricerca fosse stata ultimata una ventina d’anni fa, gli studiosi sarebbero stati definiti pazzi incurabili e sarebbero finiti in case di cura per malattie mentali. In particolar modo i nostri nonni si sarebbero terrorizzati nel sentire simili imprecazioni e avrebbero duramente redarguito i colpevoli. Invece, la scienza -oggi- ci illumina su un’altra chiave di pensiero.

Orbene, affinché non pensiate possa trattarsi di un ritardato scherzo di Carnevale, vi dico che detto studio è stato effettuato da validi psicologi del Massachussets che hanno reso manifesto che gli individui che si esprimono con le parolacce sono maggiormente dotati di conoscenze linguistiche che li differenziano dalla massa.

Ma questi ricercatori come sono giunti a tali conclusioni?

Per confermare i loro studi si sono avvalsi di un numero di volontari per poter perfezionare i loro test. Il risultato è stato, a dir poco, stravagante.  Hann chiesto loro di dire a voce alta, quasi gridando, quante più imprecazioni li venissero in mente nell’arco di 60 secondi. Invece, a un altro numero di persone è stato chiesto di rammentarsi nomi di cose o animali. ” Il test che è stato somministrato ai partecipanti è denominato COWA (Controlled Oral Word Association) e serve a comprendere qual è il nostro grado di associazione tra parole durante una produzione orale”, come riporta la rivista.

L’esperimento ha confermato che questa capacità è risultata maggiore nei soggetti che avevano detto ad alta voce le tante parolacce. Gli psicologi hanno affermato che i vincitori del test hanno mostrato un vocabolario complesso e un’intelligenza verbale superiore rispetto all’altro gruppo. Questo sarebbe, quindi, il motivo che spiegherebbe la loro abilità nel trovare più associazioni tra le parole.

Tale scoperta contrasta l’opinione secondo cui usare un linguaggio scurrile è sintomo di maleducazione e ignoranza, dimostrando al contrario che indica notevoli capacità verbali e creative. Dunque, sembra che la scienza ci inviti a stare sereni e ad imprecare senza provare vergogna, qualora ne sentissimo l’esigenza” ,  ha proferito uno dei ricercatori.

Personalmente, nutro un po’ di dubbi, ma non sono uno psicologo…

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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