Suddivisione antropologica del diritto italico

La giustizia, sin dalla notte dei tempi, sempre si è dovuta dimostrare spietata e bendata, cieca nella massima interpretazione di questo vocabolo: sentire, giudicare con fermezza e imparzialità, senza vedere chi si ha davanti, valutando con estrema equidistanza.

Purtroppo, molte volte, ciò non accade e non si nota affatto quanto sopra scritto anzi, il tutto viene bellamente eluso da una specie di trance frenetica che spesso si è manifestata in mancanza totale di ordinaria razionalità trasformandosi in persecuzione e ostilità molto rimarcate.

Il tono dell’accusa appare, quindi, quasi una filippica con raid socio didattici che puntano in primis all’azzeramento morale dell’inputato.

Solitamente. quando un avvocato erra nell’esprimersi viene corretto dal PM o dal Giudice; in certi processi, invece, tipo quello di tempo fa a Berlusconi, durante la requisitoria la persona addetta a contrastare la difesa si lasciò sfuggire, a causa di una profonda e smisurata enfasi, la frase “ una furbizia orientale tipica delle sue origini che riesce a sfruttare il suo essere extra-comunitario” indirizzato ad una persona del Nord Africa, e un “appena maggiorenni” riferito a certe signorine invitate ad alcune feste e un “la procura la condanna”, immediatamente corretto in “la procura chiede la condanna”.

Nessun giudice cercò di riportare ordine in tale sproloquiante soliloquio, cercando di calmare quella verve, tipica della persona che nutre qualcosa di più della rabbia verso qualcuno.

Vogliamo chiamarle gaffe? Sì, se vogliamo essere buoni, ma anche gravissime “sviste”.

Oriente e Occidente, Toscana e Liguria, nero o bianco, devono importare relativamente.

Qui, siamo innanzi a una digressione, chiara a tutti, del diritto penale, poiché la legge non è mai stata e mai sarà una realtà di mera teologia morale, la giustizia come detto all’inizio non sarà mai accusata di voyeurismo, non guarderà mai le persone dall’alto in basso, sebbene ciò sia divenuta in Italia pratica ordinaria; essa si alimenta della veridicità delle prove, ma sì, anche quelle che fanno uso di intercettazioni, e comunica con un idioma che non deve travalicare il puro significato giuridico e che, a sua volta, deve risultare formale senza fuoriuscite personalizzate.

Questo è il diritto scevro da ogni passione, negativa o positiva, verso l’essere umano, e non è ammissibile sbagliare “la procura la condanna” in luogo di “la procura chiede la condanna”.

La suddivisione antropologica il diritto penale non la comprende.

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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