Lettera di Pasqua al babbo adorato

Ciao babbo adorato, ti scrivo perché ormai da tanti anni parlarti non è più fattibile.

E’ uno dei modi per averti sempre accanto, anche quando son parecchio giù, come oggi, vigilia di Pasqua.

Da quando te ne sei ito, come avrebbe detto la nonna Milta, m’è davvero successo di tutto, sia nel bene che nel male.

Ecco, ora sono in questa seconda fase, e non passa dì che non pensi al momento meraviglioso nel quale potrò riabbracciarti.

Sei volato via, lasciando una voragine nel mio cuore, ma dovevo pur andare avanti, me lo dicevi sempre te.

Non abbiamo trascorso tantissimi momenti assieme, ma sempre molto intensi, come due persone che si amano davvero, senza tanti fronzoli.

Babbo, sono tanto giù, e mi mancano quelle tue brevi ma calde frasi che sapevano rincuorarmi e rendermi nuovamente sereno.

Nonostante siano passati parecchi anni da quando non ci sei più, non transita giorno che non ti pensi o rammenti con qualcuno; ricordo come fosse ieri i nostri momenti più belli e quelli meno positivi.

Non esisterà mai più un uomo par tuo, che abbia saputo donarmi quel grande rispetto per la vita di cui ti nutrivi.

Adesso scommetto che stai correndo a braccetto col tempo, questo signore che è stato molto avaro con te.

Io corro con te nei sogni, perché ho il tuo sangue, perché ricordo i tuoi bellissimi occhi, e i tuoi lisci capelli neri, mentre sulle spalle trasporto il peso di una vita che si fa sempre più affannosa e cupa.

Ogni giorno è un giorno ove mi manchi di più, e più penso a te più vorrei raggiungerti; la tua assenza è impossibile da colmare.
Di una cosa sola son contento, che da lassù mi regali il sentore della tua presenza, sollevandomi d’incanto dal mio disperato torpore malinconico di figlio.

E questo non è un piccolo conforto, anzi, è immensamente consolante il saperti su una stella a contemplarmi con la tua solita elegante serenità.

Perdonami, mio adorato , se la malinconia oggi è così devastante da togliermi il respiro, se nel guardare avanti non mi sovvien più la voglia di lottare.
Sai, sarà solo un attimo, la disperazione di un istante, perché poi penserò a tutto quello che m’hai insegnato a osservare al di là di questa realtà e, credimi, sto imparando a farlo per benino.

Ora, babbo caro, ti saluto!

Sto già meglio, soprattutto perché mi piace pensare che un giorno potremo
di nuovo incontrarci, lassù, da qualche parte…nei pressi di una stella.

Buona Pasqua, babbo.

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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