I libri che hanno devastato il mondo: Malleus Maleficarum ( Il martello delle streghe). Processi e ingiustizie; un po’ come ora

I libri, è risaputo ampiamente, sono candele che non si consumano mai, che non hanno bisogno di nessun intervento naturale per mantenere intatta la loro energia.

Quasi sempre ciò che vi è dentro è polla di acqua limpidissima che il libro trattiene, irrora, mantenendola senza spreco.

E’, forse, il più grande locatario di idee e a sua volta crea energia intellettuale.

Raccoglie il tempo, lo colleziona, lo chiede e lo dispensa.

Leggere un testo vuol dire approvvigionarsi di idee per il futuro, e il “sapere” che si apprende dalle sue pagine è una risorsa da utilizzare con la lettura, l’ interpretazione, l’assorbimento di civiltà e culture…
L’uso continuativo dei libri ha da tempo immemore allargato gli orizzonti umani, producendo conquiste e scoperte nuove e differenti.

Grazie ad un testo si possono creare circostanze d’intervento attivo e fruttuoso, accrescendo i luoghi di scambio e inventando fertili terreni d’incontro.
I libri, quasi tutti, danno vita propria ai concetti e alle opinioni.

Insomma, sono una delle nostre risorse più grandi, ma certune volte sono stati scritti testi risultati, poi, ingannevoli o totalmente falsi.

In alcuni casi ciò ha portato alla morte e alla distruzione di massa e a regimi governativi malvagi.

Il comune denominatore di tali libri è l’imbroglio – invariabilmente non intenzionale, ma le conseguenze sono le stesse a prescindere, senza alcun ordine particolare.

Oggi, analizzeremo brevemente, uno di questi libri.

Il Malleus Maleficareum ( Il martello delle streghe)

Argomento: istigazione alla caccia alle streghe in tutta l’Europa.
Il Malleus Maleficarum, era un manuale per i cacciatori di streghe e giudici, per disperdere queste donne possedute dal demonio e ucciderle senza pietà alcuna.

Fu compilato e scritto da due monaci inquisitori domenicani, Heinrich Kramer e Jacob Sprenger , che nel testo sostenevano di avere ricevuto poteri speciali per processare le streghe in Germania per ordine di Papa Innocenzo VIII, per mezzo di un decreto papale del 5 dicembre 1484. Decreto che pure essendo effettivamente precedente al libro dei due monaci niente aveva a che vedere con esso, anzi gli autori sfruttarono la Bolla Papale indebitamente.

Uscì appena prima della Riforma protestante e fu uno dei libri più popolari tra i riformisti che stavano tentando di sradicare, con ogni mezzo, il “male” dai loro paesi.

Tra 1487 e il 1520 furono pubblicate venti edizioni del libro, ed altre sedici edizioni poste in commercio tra il 1574 e il 1669.

Questo libro, da solo, mise in moto secoli di battaglie alle streghe.

Dopo aver causato, morte disperazione e orrore, fu definito da una civiltà meno bigotta e superstiziosa il Manuale dell’Ingiusto Processo, e molti dibattimenti penali odierni sono generati da una ricerca investigativa, la cui sistematica inquisitoria sembra avere genesi naturale nel Malleus Maleficarum.
Oggi, non esiste più la tortura fisica, ma non lo stesso vale per quella, sempre devastante, psicologica, per il resto, agli attuali e più che modernizzati accusatori, sembra tutto essere concesso, senza la minima contraddizione.

Da qui, il sorgere di situazioni paradossali e bizzarre che, comunque vada, condannano sempre l’imputato, qualunque cosa abbia fatto o non fatto, detto o non detto.

I giudici di ieri, con il manuale del Malleus davanti, incriminavano il sospettato fondamentalmente sul valore sostanziale, secondo cui ” il reo deve accusarsi da solo e se non lo fa volontariamente, qualsiasi mezzo è lecito “. Al giorno d’oggi, usufruendo di norme non scritte, la regola è questa: “Se ci sono le prove sei stato tu, se non ci sono allora le hai eliminate!”.

Praticamente, si ipotizza la responsabilità del sospettato, addirittura dalla mancata confessione dell’ illecito.
Dal medioevo in poi, colui che era ritenuto colpevole si buttava in acqua con un masso legato al collo, poi, se affogava, ma guarda un po’!, era connotazione di colpevolezza e di peccato, se restava a galla era un indemoniato e pertanto giustiziato al rogo.

Da qualunque parte la si vedesse, lo sciagurato era colpevole e punito con la morte.

Nel 2017, può succedere che ci informino in merito a un primo reato, se riusciamo a documentare qualcosa vai al processo e che la madonnina santa ti aiuti, ma parecchio!

Diversamente, può capitare che ti notifichino un secondo reato, magari mentre stai patteggiando una pena, anche molto simile al primo, ma al quale è stata cambiata l’imputazione in modo che così il secondo rafforzi, in maniera eticamente scorretta e ingiusta, la pretesa “fondatezza” del primo.

Tornando al libro, c’è da aggiungere che in quei tempi l’Inquisizione trasformò il Manuale in una vera arma nelle sue mani, istituendo un regno di terrore ognove.

Le regole attinte da questo mefistofelico libro erano di una semplicità spoetizzante: qualsivoglia accadimento giuridico su cui avessero giurato due o più testimoni veniva assunto come reale e, questa la tragedia, come risolutivamente provato.

Le domande trabocchetto prosperavano in ogni interrogatorio, architettate allo scopo di ingannare sia il presunto reo, che il testimone.

Per portare un esempio, alcune domande potevano vertere sul credere o meno alla stregoneria, se potessero essere posseduti uomini e animali, e se la Chiesa fosse l’unica arma di difesa.

Si badi bene che all’inizio la maggior parte delle ragazze accusate di stregonerie affermavano di non credere al demonio, alle fatture e alla possessione.

Se la processata negava di crederci, la domanda seguente giungeva con la veemenza di una tagliola che scatta senza pietà: « Dunque, per voi, le donne bruciate sono state condannate di stregoneria ingiustamente?

L’importanza della risposta che proveniva dalla sciagurata di turno non aveva ormai più nessun valore, perché la colpevolezza era stata accertata dalla prima replica, dal fatto che non credere nella stregoneria trasformava il tutto in vera eresia.

Nel momento che una strega era riconosciuta e posta agli arresti, sopraggiungevano varie precauzioni affinchè non potesse più nuocere e i suoi poteri venissero azzerati.

Le veniva negato di calpestare il suolo terreno per non aver contatti con Satana, il cui regno era risaputo dimorare negli abissi della terra, e veniva posta su un cesto e sollevata da un’asse; quand’ella era di fronte al Giudice supremo doveva essere presentata di spalle, così da evitare ogni possibile tentativo di contagio con gli occhi; i magistrati stessi ordinavano alle guardie di non avvicinare più di tanto queste donne a loro, per non venire a contatto con la loro carne infetta.

Molti magistrati, più superstiziosi di altri, portavano al collo dei sacchetti contenenti erbe benedette e sale consacrato nella domenica delle Palme, il tutto sigillato con una speciale cera.

Il processo, che avrebbe dovuto basarsi su prove provate e sul massimo pragmatismo, era portato avanti, invece, con concetti esclusivamente di cavillosa filosofia e assurda interpretazione psicologica.

I metodi impiegati rispecchiavano la grande sperimentazione acquisita nell’estorcere informazioni e confessioni.

I giudici puntavano tutto sul fatto che la mente del presunto colpevole, quasi sempre, era il suo nemico peggiore, che la paura di una carcerazione in isolamento, senza mangiare e con unica compagnia dei ratti affamati, spesso produceva risultati più appaganti della sottomissione fisica.

Il panico era il grande alleato degli inquisitori e in parecchie situazioni vanificava l’uso della tortura stessa.

Il Malleus consigliava questi magistrati che l’accusato fosse denudato e, se femmina, fosse condotta in galera e lì ignudata da donne pure e illibate e di ottima reputazione; solitamente erano ragazze o donne anziane dal fisico inguardabile.

A causa di questi processi già decisi giorni, o addirittura mesi prima, ci fu una strage ininterrotta di persone innocenti bruciate sul rogo.

Oggi, invece, la strage…continua…

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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