Consip. Il gatto e la volpe brindano. Bocchino rosica amaro. Romeo paga per tutti

La procura partenopea si schiera apertamente a favore del Noe dei carabinieri. Ora, però, c’è da domandarsi perchè ogni volta c’è di mezzo Renzi, o un personaggio della sua famiglia, salta sempre fuori qualcosa di clamoroso che porterà all’archiviazione del caso.

I PM di Napoli, hanno voluto rispondere a quelli di Roma che avevano accusato il capitano dei carabinieri Giampaolo Scafarto di aver truccato documenti fondamentali per inguaiare Tiziano e Matteo Renzi.

E questa sordida battaglia viene portata avanti da un bel pò, mettendo in luce l’incapacità delle procure di svolgere lavori seri e rassicuranti. Non voglio entrare in merito alle questione, perchè dove c’è Renzi di trasparenza se ne evidenzia ben poca.

Dico, solo, che non è gratificante dare addosso ad una persona (Bocchino) appena arriva uno spiraglio di verità su una vicenda dai contorni truffaldini. E Romeo? Lui arrestato come un delinquente di prim’ordine e gli altri pronti al e tutti vissero tutti felici e contenti.

Sono anni che grido ai quattro venti che in Italia non esiste una giustizia giusta e che occorre una vera riforma per trasformala in un potere affidabile ed eticamente attendibile.

Insomma, tutti hanno capito che l’inchiesta Consip si sta rivelando un vero cataclisma per i vari PM che l’hanno sostenuta, speranzosi in un scoop giuridico alla Di Pietro, ma che in realtà sta mettendo in evidenza preoccupanti lacune e depistaggi che minano la serietà dell’indagine.

Tra questi PM non poteva certo mancare Henry John Woodcock. Quando lui è nel mezzo c’è qualcosa che non va e tutto fa sembrare il sistema giuridico un apparato tentacolare che addomestica i tanti compiti istituzionali.

 

In alto la foto di Matteo Renzi col padre

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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