Trattato sull’amicizia e considerazioni personali sul tradimento. Dedicato a due fratelli ex vicini di casa e ad altre pseudo persone

Avevo, tempo addietro, dei vicini di casa che ritenevo grandi amici. Così come dei compagni di classe del liceo che reputavo alla stregua di fratelli. E, sul lavoro, dei colleghi che giudicavo degni di fiducia e di profonda amicizia.

Poi, dopo una mia disavventura giudiziaria, puff! Spariti come neve al sole. Addirittura ho incontrato uno dei vicini di casa di cui sopra, ho parlato con lui e da quel giorno tal personaggio ha cambiato strada per non incontrarmi più. Uno con cui, assieme al fratello, ho trascorso gran parte dell’amica gioventù.

Per Dante Alighieri, come descriverà nella Divina Commedia, uno dei peccati più vili è quello di tradire l’amicizia: Canto XXXIII, IX Cerchio, I Traditori

Le amicizie, in particolare quelle che durano ad anni e distanze, sono costruite in gran parte sulla fiducia e sul rispetto. I segreti vengono minuziosamente conservati e gli amici si comportano in maniera appropriata verso di essi.

Tuttavia, questa fiducia e il rispetto possono essere frequentemente traditi, come alcune amiche o pseudo tali che hanno rifiutato la mia amicizia in Facebook. Lustri fa, tradivano il loro fidanzate mi giuravano amore eterno…

Superare il tradimento di un amico può essere estremamente difficile.

Decidere se si è disposti a perdonare e se si desidera ripristinare l’amicizia alle volte non passa minimante per l’anticamera del cervello.

Una pugnalata nel cuore, ecco cosa ti rimane; un terrificante e doloroso inganno…

La sensazione di impotenza che resta dopo è così profonda che ti senti lacerare l’anima, ed è ancora più letale se, appunto, proviene da una persona che pensavi fedele nel più profondo dell’anima, una persona a cui avresti potuto affidare la vita, che pensavi ti ascoltasse, ti capisse, ti stesse vicino nei momenti di luce e di buio della vita.

E’ come la negazione della fiducia in te stesso … è un po’ come il proprio abbandono, come la chiusura della porta che introduce in casa con tanta sicurezza….

Perché senti di avere un vero amico… un percorso sicuro che ci porta ovunque vogliamo andare.

Il suo tradimento, pertanto, ferisce doppiamente, perché è come comprendere che una parte di noi si è disinteressata delle nostre emozioni, degli impulsi, dello stato d’animo e ha spezzato ogni buona, luminosa ed eterna sensazione di amore che rivolgevamo, sperando scambievolmente, verso l’amico/a.

Come riprendere il pendio senza quell’appoggio tanto necessario?

Come tornare in pista sapendo che non avremo a portata di mano chi ha combattuto, o ha fatto credere di combattere con te spalla a spalla, contro tutto ciò che si opponeva?

Con chi condividere certe battute sceme che riempivano l’aria di sonore risate?

Quale la spalla su cui appoggiarci per scaricare le pene, se quel pilastro è crollato…

Come guarire quella ferita nel cuore, quella pugnalata assestata da chi ipoteticamente aveva l’alto titolo di guardiano dei sentimenti?

Come tornare ad aver fiducia?

Duole più il tradimento di un amico che la perfidia di un amore, perché l’amicizia non nasce da un momento all’altro, ma è somma di momenti, situazioni, serate a cena, gite con le rispettive famiglie, segreti confidati, sguardi complici, capire senza proferire parola, confessioni profonde, condividere le paure più cupe o la felicità più sublime.

Un amico è la persona che si conosce da subito, colui che sa della nostra forza e conosce le nostre debolezze; è l’ingresso segreto per la nostra anima.

È un amore tanto puro, tanto fiducioso, con mille scommesse a suo favore.

Ma che rende difficile continuare la vita come era prima, con quella ferita che non si chiude, che sanguina continuamente, con quel vuoto così profondo e oscuro, tanto difficile da poter riempire.

Il perdono ? Impossibile!

Sarebbe come ricostruire certi legami su impalcature di carta velina.

Rimane il ricordo dello sgarbo, dell’inganno devastante che ogni notte, prima di addormentarci, fa capire quanto siamo stati ingenui, inopportuni in certi slanci d’amore, quasi cinici con noi stessi.

Vi sono persone che amano vivere in uno stato di serena angoscia, fingendo una pax interiore che il tradimento gli ha fatto perdere per sempre, per aver tradito l’amico nel modo più egoistico e ignominioso.

Da lì in poi hanno fatto praticamente di tutto per dimenticarsi questo spregevole gesto, o hanno sviluppato dentro di se milioni di spiegazioni per autoassolversi.

In realtà, stanno miseramente truffando se stessi e la propria peccaminosa e zozza coscienza, e dentro di loro lo sentono.

Tradendo l’amicizia, magari calunniando o diffamando, hanno ucciso la parte più pulita di se stessi, condannandosi personalmente a una pena che non avrà mai termine e che non affranca il misfatto, in quanto mai condurrà all’espiazione.

Espiare, significa riparare, purificarsi, pagare per l’inganno commesso e prendersene la responsabilità, in maniera coraggiosa.

Ma l’infido e falso ego non approverà mai tale scelta; elegge a sua arma di difesa le mille e una scuse, l’andare avanti cercando di fare lo gnorri.

Ve ne sono molte di persone che vivono così e che, malauguratamente, ho avuto la sfortuna di conoscere; ce ne sono a famiglie intiere.

Perseguitate, dominate dalle collere infernali della propria interiorità.

C’è da sbalordirsene? Macché, nell’amicizia, ogni persona sana mette sul banco la carta più preziosa che possiede. La posta è altissima .

Pertanto, chi inganna un amico, demolisce anche il rispetto di se stesso.

Non per niente Friedrich Nietzsche teneva a dire che è possibile perdonare il tradimento che un presunto amico ha fatto ai nostri danni, ma è irrealizzabile perdonargli l’inganno che ha fatto a se stesso.

Già, ma costoro che tradiscono così impunemente sapranno chi è Nietzsche?

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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