Dalla prostituta da marciapiede alla escort bellissima e colta. Il web ha rivoluzionato il commercio sessuale

Il web ha rivoluzionato il commercio sessuale, dando un significato più aristocratico al mestiere più antico del mondo
Squillo, escort, prostitute, transessuali, operati.

E, inoltre, strade, lampioni, case, alberghi, marciapiedi, internet, smart phone.

Facciamo, dunque, una breve passeggiata nel cosmo della prostituzione, oramai senza più demarcazioni.

E’ già da tempo, che una prostituta d’alto bordo si chiama Escort.

Potremmo camuffarlo con altri addolcenti nomi come principessa, signorina dell’amore, lucciola scintillante, ma per ognuno di noi il vero e unico termine preferito nei discorsi tra maschietti è ancora quello di puttana, zoccola, troia, mignotta.

La parola Escort ha dato un significato, se vogliamo, più aristocratico a chi svolge il più antico mestiere del mondo.

Con questo vocabolo si tende a modificare il proprio significato arcaico, trasformando un umile lavoro in una vera e propria capacità, una qualifica piuttosto che una sorta di avvilimento.

Se anni addietro svolgere tale professione marchiava a vita senza la minima possibilità di reinserimento nel contesto sociale, al giorno d’oggi, in certuni casi, può addirittura essere un pregio, una reputazione da coltivare a testa ben alta.

E, ora, in molte città italiane ed estere, l’Escort è diventata la ciliegina sulla torta di imprenditori, politici, sportivi… e addirittura alcune di loro sono finite in parlamento.

Tutto quanto stabilito negli anni che furono, adesso è verosimilmente rimosso.

Il grande numero delle Escort optano per tale professione, in primis, perché la clientela adesso viene selezionata in merito alla ricchezza, potendo pretendere dai 1500 ai 3000, ai 5000 euro a prestazione.

Una Escort del 2017 si sente completamente inserita nell’organizzazione sociale e collettiva come chiunque, viene considerata una donna di élite, molto autonoma, e il tutto le fa crescere una grande autostima.

Molte di loro sono in cima alla piramide di una realtà basata totalmente sul mercato, quindi, a maggior ragione, si accorgono di produrre qualcosa di assolutamente unico ed elitario.

Non c’è finzione in tal baratto, non si simula di amarsi o di conquistare. Ognuno, semplicemente, porge ciò che l’altro vuole in cambio. La meta e l’oggetto del compromesso si materializzano e quantificano nel denaro, praticamente ciò che vogliono tutti.

Un grandissimo numero di relazioni evidenziano questa permuta, sebbene non la dichiarino espressamente. Le Escort, al contrario, si qualificano come “amiche” sincere in un’ infinità di doppiezza. O, forse, lo fanno solo immaginare.

Oggi è pure cambiato l’intendimento di tale visione. Chi prenota un’ Escort non viene più definito “puttaniere”.

Adesso si chiamano “escortisti”, e anche questa tipologia di cliente si sente parte di una fascia elitaria e diversa.

Il web ha modificato molto all’interno di questo tipo di mercato. Le Escort sono nate con Internet; senza non esisterebbero, e non si sarebbero potute creare simil pubblicità.

Prima erano dei sottomarini, costantemente sommersi, ora, a differenza, ostentano le loro bellezze nei blog o nei forum, in facebook e in Twitter; si creano dei veri e propri siti che evidenziano una beltade raffinata e affascinante…

In loro è armai nata una consapevolezza, molto vicina alla fierezza, che anni addietro era completamente ottenebrata dall’immoralità e dal senso di responsabilità.

L’evoluzione del sesso a mezzo web ha creato una sorta di aristocrazia vera e propria della prostituzione.

Gli uomini e le donne che la esercitano sono adesso migliaia e migliaia, quando prenotano gli incontri attraverso internet o a mezzo giornali.

Le Escort che inseriscono i loro messaggi, o avvisi pubblicitari, tendono a specificare che non hanno il protettore, che sono assolutamente libere e autonome e non sono le schiave di nessuno.

In realtà quanto sopra è da definire una fandonia tranquillizzante per certi clienti alto locati: una vera e propria strategia manageriale, utilizzata per allontanare sempre più il ricordo del lampione e del marciapiede, e infondere una seducente immagine di libertà e normalità.

Basti pensare, riferendosi alle prostitute ucraine o moldave, che intorno a loro invece c’è un enorme giro di magnaccia, poiché gran parte delle squillo slave sono totalmente sottomesse alla mafia russa.

Le più furbe, quelle che riescono a divincolarsi da questa morsa, sono però obbligate ad una vita in continuo movimento, per non tornare nuovamente tra le sgrinfie degli aguzzini.

E, allora, stazionano 5-6 mesi a Roma, poi si spostano a Londra, a Barcellona o Parigi.

A risentirne maggiormente è la psiche di tali giovanissime che, costantemente isolate e sempre sul chi va là finiscono frequentemente dallo psicanalista, e il più delle volte per uscire da questo vortice di paura si arrendono e tornano dal protettore: meglio con loro che una vita in perenne fuga!

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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