Il bullismo nelle scuole. Una piaga sociale che spesso viene sommersa

Con questo articolo cercherò di dare una risposta e magari anche un aiuto alla signora Annamaria di Lerici, la quale si lamenta che il mio Blog ancora non ha trattato a dovere il problema del bullismo. Tengo a puntualizzare che fa molto piacere ricevere simili richieste, perché la cosa evidenzia che i miei lettori sono molto sensibili ai grandi disagi che la realtà ci sbatte quotidianamente davanti agli occhi.

Cominciamo.

La parola bullismo si riferisce a tutte le forme che riguardano gli atteggiamenti aggressivi, intenzionali e ripetuti, che si verificano senza motivazione evidente, adottati da uno o più studenti contro un altro o più coetanei.

Gli atti dell’infastidire o intimidire possono essere molteplici, come colpire o spingere o sputare (intimidazione fisica); calunniare o insultare (bullismo verbale), esclusione sociale (bullismo sociale) intimidazione attraverso gesti (bullismo emotivo, non verbale); invio di messaggi insultanti per posta elettronica o social network (“cyber-bullismo”).

Le molestie esercitate per imporre il proprio potere sugli altri attraverso continue minacce, insulti, aggressioni, molestie, ecc, puntano al totale dominio del soggetto preso di mira nel corso di mesi o anche anni.

La vittima soffre in silenzio, nella maggior parte dei casi. Gli abusi intimidatori provocano dolore, angoscia, paura, al punto che, in alcune situazioni, possono portare a conseguenze devastanti come il suicidio.

La scuola è il luogo ideale per le attività di questi giovani aggressori.

Com’è noto per lo più trattasi di molestie invisibili per gli adulti e gli insegnanti che quasi sempre non sono a conoscenza del disagio che molti alunni stanno verificando sulla loro pelle.

Il bullo insegue la vittima nei bagni, nei corridoi, nella sala da pranzo, nel patio, e sempre in assenza di adulti che potrebbero fermarlo. In alcuni casi, le molestie al di là delle mura scolastiche arrivano a mezzo telefono o web.

Di solito chi abusa, evidenzia un comportamento provocatorio permanente. Ha un suo modello aggressivo nella risoluzione dei conflitti, e questo deriva dalla difficoltà di ottenere nella vita un certo tipo di rapporto negato dalla famiglia o dagli amici.

Vittime di molestie di solito sono bambini che non hanno le risorse o capacità di reazione. Sono poco socievoli, molto sensibili e fragili, quasi “schiavi” del gruppo, e non riescono a nascondere le loro paure o imbarazzi di fronte al prepotente di turno.

L’aggressore si sente superiore, perché ha il sostegno di altri bulli o perché certuni hanno poca capacità di rispondere agli attacchi. Le cause di tali delinquenziali atteggiamenti possono risiedere nei benefici sociali a cui i bambini sono esposti, in assenza di valori, di limiti, regole e modelli di coesistenza; ricevere la punizione o subirla con la violenza o l’intimidazione e imparare a risolvere i problemi e le difficoltà con la repressione sono la conseguenza a questo stato di cose.

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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