Pistoia, città di maldicenti e di mura ignobili

Non ho mai amato alla follia Pistoia, la mia città. È sempre stato difficile per il sottoscritto capire perchè vi alberghi tanta invidia, gelosia, ipocrisia, falsità…

Nel cortile di questo paesotto c’è una forte tendenza a criticare con molestia chi, solo perchè distratto, non ti saluta. Ho frequentato, per lavoro, Firenze, Lucca, Milano, Bologna, ma in nessuna di esse ho riscontrato la cattiveria che ammanta senza tregua Pistoia.

Sono mura ignobili, che raccontano di vigliacche maldicenze, che distruggono la vita di chi le subisce.

E’ una vera e propria moda diffondere voci false e tendenziose, un vizio che ha più derivazioni.

Scoprire i giochi psicologici che stanno dietro certune calunnie può essere utile per preservarci meglio, senza cadere nella stessa nefasta tentazione. A Pistoia, chi è un indagato è un delinquente a prescindere, sebbene sia assolutamente innocente. Se una bella signora parla tranquillamente, dopo le otto di sera, con un prestante giovanotto state certi che il giorno dopo sarà tacciata di puttana e verrà detto in giro che stava fissando un appuntamento per fare sesso.

Dicerie, malignità, bugie sono tra le forme di virulenza verbale maggiormente diffuse. Certune possono anche dimostrarsi sopportabili, scherzose, quasi bonarie; altre decisivamente cattive, devastatrici.

Sovente, il fine è quello di colpire direttamente il bersaglio, il cosiddetto “nemico da abbattere”.

In altri casi e, quasi certamente, sono i più conosciuti e comuni, la dilatazione di “voci”, i giudizi poco lusinghieri, le critiche smodate, risultano alquanto sleali e gli ideatori della maldicenza restano nell’ombra, al riparo dalle responsabilità.

Ci sono perfidi occasionali – sovente goffi, poco intelligenti e facili da scoprire in quanto lasciano identificatrici tracce di se’ – e maligni, fini conoscitori della materia, organizzati, predisposti verso il male, maggiormente difficili da cogliere perché sanno bene a chi donare le loro confessioni al veleno, quali sono i tempi e le circostanze migliori.

Ti colpiscono alle spalle, sparlano di te, violano la tua privacy commettendo un reato, ignorando totalmente ogni forma di etica e moralità.

Non è che questa seconda categoria sia intellettivamente più scaltra, è solo la cattiveria che li porta a esercitare quel muscolo chiamato cervello, ma solo per danneggiare gli altri; usciti da questo campo sono essere disgustosi e privi di personalità.

Che cosa c’è dietro questa struttura ingannevole di aggressività?

La calunnia. E, dal punto di vista di chi la genera o la divulga, è una realtà articolata e molteplice punibile con il carcere e una salata multa.

Si ricorrere alla maldicenza perché una persona non riesce a comunicare in modo diretto con l’altra in merito a qualcosa di antipatico che la riguarda.

Ecco un esempio: siete stati disapprovati per qualcosa che avete commesso e chi vi ha criticato non ve lo ha detto apertamente, ma esiste qualcun altro che fa da tramite e ve lo riferisce.

Se chi vi vuole muovere delle obiezioni diffonde il pettegolezzo in varie direzioni, generalmente è perché desidera che prima o poi arrivi alle vostre orecchie.

La sua opinione vi giungerà pertanto di rimbalzo.

Sicuramente, si comporta in tale modo in quanto teme le vostre repliche in caso di attacco frontale. Ma può anche succedere che, chi vi critica, voglia soprattutto porvi in oscura luce presso gli altri. Oppure vendicarsi di qualcosa di vero o presunto che gli avreste fatto.

La maldicenza allora può nascere, anche dal rancore, dalla gelosia, dall’invidia.

Sottolineo che sono solo pensieri miei e che non esistono associazioni che attestino quanto da me scritto.

Pistoia, in quel delle Piastre, ogni anno celebra il Re o la Regina della bugia; sarebbe il momento di festeggiare anche il monarca della maldicenza.

Tre giorni addietro, in pieno centro, stavo parlando con due miei amici quando, involontariamente, sentii un signore e una signora criticare in maniera violenta una persona che, secondo loro, solo perchè impiegata di banca e con un marito operaio, non poteva permettersi la nuova Classe A della Mercedes. Insomma, arrivarono a vaticinare di un amante ricco che la manteneva.

La malignità pistoiese, sembra corrispondere a una aggressività “deviata” o alla collocazione di un conflitto. Criticano, ma questa animosità non è mai primariamente indirizzata a chi la subisce. Negheranno, sino alla fase del giuramento sui figli o sul marito o la moglie morti.

Svariate volte le indiscrezioni “pesanti”, in determinati ambienti, servono per dire cose che è vietato pronunciare o non è etico dire.

Se qualche maldicenza di tanto in tanto può diventare comprensibile e sopportabile, diverso è invece il caso dei cosiddetti maldicenti professionisti, di cui la mia città è piena, che sparano su tutto ciò che si muove e vivono sentimenti di continua frustrazione, e spesso oltrepassano i limiti del lecito investigando e violando gravemente la privacy dell’individuo preso di mira.

Detto atteggiamento suscita risposte negative a tal punto che la loro frustrazione aumenta.

Non va, poi, sottovalutato il fatto che il detrattore/detrattrice sistematico/a può dare di se’ un’immagine opposta a quella inizialmente mostrata perché, se e quando viene scoperta “l’origine” della calunnia, la gente inizia a sospettare le sostanziali debolezze dell’autore, a quest’ultimo verrà demolita la parvenza di forza e prestigio che manifestava in pompa magna.

Poiché la calunnia, come spiegato, procede per vie sotterranee, è un nemico difficile da sconfiggere. Quando ci accorgiamo che siamo soggetti a maldicenza, i nostri pensieri non si discostano da questi: “Com’è possibile dir ciò di me?”; “ Mi sta sputtanando, me la deve pagare. E’ un pessimo individuo”.

Se queste idee ci fanno star male è proprio perché sbattono con una serie di certezze più o meno inconsapevoli: “Non è accettabile vivere senza amore”, “Occorre avere la stima di tutti”, “Non ho la minima possibilità di sbagliare”, “ Devo piacere a tutti i costi”.

Mentre, all’opposto, è la giusta occasione per essere realisti e accettare il fatto incontrastabile che non è assolutamente possibile essere amati dalla moltitudine, che commettere degli errori è più che normale e che una nostra azione errata non ci bollerà in omnem vitam.

Se abbiamo individuato il nostro rivale, il metodo migliore potrebbe essere di contattarlo, anche telefonicamente…mai in pubblico.

Vistosi scoperto potrà negare ogni cosa in blocco, ma da quel momento sarà a conoscenza che noi sappiamo.

Se invece reagisce criticandoci o attaccandoci, avremo comunque creato le condizioni per un confronto diretto, onorevole e potremo agire per vie legali, querelandolo per minacce e violazione della privacy.

Ah, Pistoia; latrina di perversi adulatori, ove la maldicenza rende peggior chi ne trae piacere. Et questo micidiale veleno, senza antidoto, diverrà serpe che passa tra gli usci chiusi delle case. ( Il Raccontafavole)

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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