In difesa delle donne, sempre e comunque. Parola di uomo

Quando la mia amata nonna era viva, ascoltavo molte volte alcuni suoi detti, uno dei quali piuttosto comune negli anni 70-80 diceva: « Chi si ama ti bastona», significante qualcosa come chi amiamo dopo ci tratta in malo modo.

Questa frase – accettata allora senza molte discussioni – oggi, alla luce del giorno, si è trasformata in quello che veramente è: un silenzio complice di fronte alla violazione dei diritti umani delle donne.

Nelle società che progrediscono decisamente verso una maggiore uguaglianza, giustizia ed equità, la violenza di genere è una minaccia contro la democrazia, la pace e la stabilità dei nostri paesi.

In molte nazioni si commemora la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Negli ultimi decenni abbiamo assistito a progressi importanti: al momento 125 paesi hanno leggi specifiche che criminalizzano la violenza domestica, qualcosa di realmente inimmaginabile una ventina di anni fa.

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha riconosciuto la violenza sessuale come tattica di guerra deliberata e pianificata. E il diritto internazionale ha fatto passi importanti e senza retromarce per condannare e perseguire i criminali di tali misfatti .

È certo che c’è stato un notevole ritardo prima di arrivare a ciò, ma è altrettanto vero che questa conquista non potrà mai essere scalfita da niente e nessuno.

Tuttavia, siamo ancor ben lungi dallo spazzare completamente via questa piaga, poiché esistono ancora milioni di donne che vivono nella discriminazione e nella violenza più atroci.
Oggi oltre seicento milioni di donne e ragazze, nel mondo, sopravvivono in paesi dove la violenza domestica non è ancora considerata un crimine.

Sei donne su dieci hanno sperimentato sulla propria pelle sia la violenza fisica e / o sessuale.

Quest’ultima continua ad essere presente in molte nazioni sia in tempi di pace come in epoche di conflitto.

Il femminicidio che, per esempio, in Italia affligge un numero elevato di donne, basta leggere i quotidiani che enumerano i vari bollettini di guerra, il più delle volte rimane impunito o, addirittura, non viene denunciato per paura di ritorsioni.

Oltre sessanta milioni di bambine sono costrette a matrimoni forzati, e 140 milioni fra adolescenti e donne subiscono la mutilazione genitale, con tutto ciò che comporta per la loro vita e salute. Più di seicentomila donne e bambine sono vittime, ogni anno, della tratta attraverso le frontiere, la maggior parte finiscono a battere i marciapiedi.

E sebbene la parità tra uomini e donne sia garantita nelle costituzioni di 139 –tra paesi e territori- a molte di loro viene spesso negato l’accesso rapido alla giustizia e la necessaria protezione contro gli abusi.

La domanda, allora, che ci poniamo è: cosa possiamo fare per affrontare questo flagello?

Esistono le sedi informative e diagnostiche, ma scarseggiano gli investimenti sostenuti e costanti dei governi nazionali e locali.

E’ tempo che le amministrazioni di tutto il mondo si assumano le loro responsabilità in merito alle violenze contro i loro cittadini, e lo facciano con impegni concreti, trasparenti e verificabili.

Che l’ONU, dunque, rinforzi i propri sforzi -per collaborare con i Governi- ad affrontare questa tragedia immane.

Proporre un programma d’azione con misure specifiche incentrate sulla prevenzione, la protezione e la fornitura di servizi pubblici essenziali per proteggere e sradicare la violenza contro il sesso femminile.

C’è estremo bisogno di tolleranza zero contro la brutalità, con la partecipazione attiva di partners forti per fermarne la diffusione. Si richiede una leadership, leggi efficaci e giustizia inequivocabile che persegua i responsabili e ponga fine all’impunità.

Sempre l’ONU, a tal proposito, sta conducendo un’iniziativa globale per fornire alle donne e alle ragazze l’accesso universale alle istituzioni di sostegno alle vittime. Un’assistenza continuativa di 24 ore per la loro sicurezza e quella dei loro figli; rifugi, consulenza, sostegno psicosociale e la praticabilità, garantita, di assistenza legale e gratuita.

Noi uomini abbiamo un ruolo fondamentale in tutto questo: siamo i leader, giudici, impresari, mariti, compagni, figli, fratelli, e amici. Quindi una parte di loro!!

E ‘attraverso l’educazione, le campagne di sensibilizzazione, i programmi e le politiche pubbliche che possiamo efficacemente affrontare questa realtà.

Vi è un urgente bisogno di coinvolgere tutti per fermare, prevenire e curare la violenza.

Molte delle donne delle Nazioni Unite stanno lavorando per far mantenere la promessa della Carta di questa organizzazione sulla parità dei diritti tra uomini e donne, insieme con le agenzie ad essa collegate, governi, società civili, uomini e donne.

Non dobbiamo lasciarle sole.

La democrazia, il futuro del nostro paese, quello delle famiglia in cui viviamo, la co-esistenza nell’ ambiente, l’educare la comunità, la nostra economia e la pace mondiale saranno sempre sotto minaccia se la violenza continuerà a manifestarsi davanti ai nostri occhi, sotto gli sguardi di ognuno di noi, e se come società non saremo capaci di dare una aiuto concreto per salvare la vita di donne e bambini.

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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