Beppe Grillo, un minuscolo Mussolini senza il suo carisma

Sparito Berlusconi dalla grande scena politica italiota, le alternative potevano essere molteplici, purtroppo la scelta umana del nostro Paese è così delirante che poi alla fin fine ci siamo ritrovati con Renzi e Grillo, il peggio del peggio del peggio che poteva capitarci. Di Renzi ho già parlato a sufficienza, stavolta mi soffermerò sul Beppone nazionale.

Un uomo tra i più violenti nei toni. Più multimediale di Berlusconi, e questa la dice lunga sul personaggio. Nettamente più di indole fascista.

Il corso degli eventi del M5s ben lo conosciamo. Ha dato vita a un’ottima idea di nome democrazia partecipativa, cominciando a farla sbandierare prima in internet e poi sui marciapiedi italiani come una puttana senza ritegno. Ma solo per il proprio tornaconto.

I tratti che fanno sì che Grillo e la sua accolita siano tecnicamente un partito di estrema destra sono innumerevoli.  Andiamo ad elencarne qualcuno, sarebbe pura utopia annoverarli tutti.

L’irreprensibilità di colui che conduce

È risaputo che gli italiani ascoltano e si schierano con coloro che urlano di più. Se poi, su un palco, durante una conferenza vengono distrutti computers e sedie, ancora meglio. La gente, dunque, non si esalta per le parole di Grillo, che sono ogni volta anatemi verso questo o quel politico, questo o quel giornalista; non applaudono i suoi contenuti, bensì la sua rabbia, i suoi funesti accidenti.

Mentre Renzi e la sua ciurma s’inchinano a chi impartisce ordini in tedesco, il resto del popolino indeciso si schiera apertamente per qualsiasi porcata detta con la bava alla bocca e intervallata da battute, a cui bisogna ridere per non essere colpiti da esecrazioni varie. Praticamente, il tutto si trasforma in un riflesso genetico.

Sapete chi ha utilizzato, dopo i senatori dell’Antica Roma, questa strategia? Sì, lui, il grande Benito che durante le prove dei suoi osannati discorsi, metteva dentro parole talmente assurde che gli storditi spettatori non potevano che prendere per vere.
Quando sentiamo Grillo urlare “Italiani!” alla maniera del duce, capiamo che non fa satira politica, evidenzia semplicemente la sua ammirazione per Mussolini.

In fondo il fascismo ha anche fatto cose buone, come la mancanza di ritardi dei mezzi di trasporto o le bonifiche. Beppe cosa ha fatto sinora? Ha offeso, deriso, urlato e mancato di rispetto agli italiani che non hanno paraocchi.

Post-ideologia grillina

Agli inizi della storia del movimento, quando cioè la percentuale non oltrepassava il 3-4% dei consensi, non trascorreva giorno che l’allegra combriccola non dicesse “Non possono etichettarci, noi non siamo nè di destra nè di sinistra”.  A quel punto, la mia reazione dapprima vicina alla foga di Grillo durante i suoi comizi, pian piano si spegneva e lasciava il posto ad un’amorevole carezza sul testone del grillino di turno, mentre gli indicavo la strada per andare a giocare con i bambini dell’asilo.

Quanto sopra per affermare, senza mezzi termini, che non esiste in Italia una politica post-ideologica. Su questa scemenza si basa la convinzione, finta, di Grillo, in aggiunta ad una grossolana e insopportabile ignoranza di tutta la classe politica.

Il bene per Beppe Grillo

Il bene assoluto, quello universale, per il capo dei 5s, si consegue attraverso l’uso scriteriato di Internet. Un bene, quindi? Macchè…è il male allo stato puro. È risaputo, sin dal Medioevo, che ogni attività politica di qualsiasi schieramento deve portare il proprio modus operandi verso uno scopo, cioè una forma di amministrazione snella e comprensibile. Tutto ciò si chiama sistema democratico. Vivere virtualmente è pura, oscura fantasia affabulatoria e, quando s’incontrano le persone e si plagiano con le urla e la mancanza totale di un programma politico, è far emergere esclusivamente il proprio ego.

È facile dedurre che quanto sopra accennato dia vita al costituirsi di vari gruppi d’interesse con finalità assolutamente diverse tra loro. Da qui al marketing il passo è brevissimo, ed è per tali cause che il M5s si definisce lo schieramento più rappresentativo d’Italia.

Ancora su sinistra e destra

La storia ci insegna che la  “Sinistra” è quel variopinto numero di partiti che all’interno di un sistema democratico si definiscono i rappresentanti della maggioranza più povera del Paese. Definiamo “Destra” quell’insieme di partiti che tendono a fare fare gli interessi dei ricchi, unendo sovente anche posizioni a favore della patria, della famiglia e della religione.

M’immagino che il mio amico Paolo, grillino non militante, starà già scuotendo la testa e gridando : ” Ma questi partiti ormai non rappresentano più nessuno; che discorsi sono!”.
Caro Paolino, sbagli…e non di poco. Essi, rappresentano chi li vota. Certo, convengo con te che è impossibile affermare  che Renzi abbia o stia facendo gli interessi dei milioni di poveri che gravitano nel Bel paese,  ma sicuramente li ha rappresentati politicamente poichè l’hanno votato. Questa è l’innegabile verità!

Verità non certo portata avanti da Grillo, che ritiene che il tutto accada tramite Internet e chi non è con lui peste lo colga. Esattamente la linea che hanno sempre portato avanti i sistemi dittatoriali.

Beppe Grillo non è e non sarà mai un leader democratico

Il M5s, da sempre,  ha tenuto a precisare che la sua parola è quella promulgata dall’ex comico. Quest’ultimo, con il suo modo di fare, con la sua tanto osannata infallibilità sta raggiungendo livelli di odio e amore che neppure Berlusconi ha mai suscitato. Perchè questo? Semplice: ha il controllo totale sul partito. Chi non è con lui va eliminato, chi non la pensa del tutto come lui va eliminato, chi rilascia interviste senza il suo consenso va eliminato. Insomma come diceva qualcuno prima di Grillo : ” Colpirne uno, per educarne cento”.  E come è riuscito a tanto? Circondandosi di assolute nullità, di persone sconosciute alle quali impartire il suo credo e i suoi ordini da capò; ma soprattutto aggirandoli col suo non programma politico.

Ogni tanto, poi, gli scappano certi contenuti che dice sono stati strumentalizzati dai giornalisti: ” I rom sono una bomba a tempo”. Ed ha ragione. “I sindacati andrebbero aboliti all’istante”. Ragione a metà. “Non bisogna dare cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia”. Legge Internazionale. E via dicendo.

E, come faceva il buon Benito, Beppe è sempre portato verso la presa di culo nei confronti delle istituzioni, con tanto di purghe e gogna mediatica per chi osa mettere in dubbio le sue non idee.  Vi ricorda nessuno?

Gli argomenti dei grillini

Cioè, i pensieri dei dittatori quando si prospettano momenti di crisi.

1. Bisogna mandarli a casa tutti

2. Se non voti M5s allora chi voti?

3. Tutti gli esseri umani e non umani, che esprimono dubbi o critiche, anche argomentate, contro Grillo e il suo partito sono al soldo degli interessi dei potenti o di qualche complotto, oppure non vogliono che ai giornali vengano tolti i finanziamenti pubblici. L’essere umano, che non sia della famiglia dei Grillinus, non ha diritto al pensiero o cose similari.

4. Togliere il potere ai cittadini

5.  Annientamento del pluralismo

Riassumendo il pensiero di Grillo: “Che la democrazia sparisca e resti solo il suo simulacro multimediale, che pregheremo all’interno del mio blog.”

Amen!

 

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

One thought on “Beppe Grillo, un minuscolo Mussolini senza il suo carisma”

  1. Non aver a che fare con le toghe non è vivere sereni, e vivere onestamente, d’altro canto esistono migliaia di persone che fanno i salti mortali per non aver a che fare con le toghe…e non credo vivano sereni…

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