L’Islam colpisce di nuovo Londra. Inesistenti i servizi segreti, nonostante i precedenti attacchi subiti. Analogie con l’inefficienza francese

Anche il Regno Unito, come precedentemente la Francia, doveva essere preparato di fronte ad eventuali attacchi terroristici. Invece anche i servizi segreti britannici, come quelli francesi, hanno miseramente fallito.

Non molto tempo addietro, nel novembre 2016, l’Intelligence aveva esternato ai media di avere sventato più di 12 complotti di matrice islamica dal 2013. Nello stesso anno due assassini jihadisti uccisero con dei coltelli il militare Lee Rigby, mentre nel 2005, a luglio, quattro criminali islamisti ammazzarono ben 52 pendolari su vari trasporti pubblici.

A questo punto siamo costretti a domandarci, dopo siffatti, sconcertanti eventi come mai i servizi segreti non siano riusciti a sventare l’azione terroristica di ieri. E proprio in prossimità di uno dei luoghi più a rischio di Londra.

Dirà, in seguito, Mark Rowley, uno dei pezzi grossi dell’antiterrorismo della Gran Bretagna: “L’attacco è iniziato quando un’auto ha percorso il ponte di Westminster, travolgendo e ferendo diversi passanti, tra cui tre poliziotti”.

Ma che bravo, prima di lui, però, se ne sono accorti gli sciagurati che si sono visti piombare addosso la macchina demoniaca. Due vittime, morte, il risultato dell’azione.  Sempre Rowley,  aggiungerà: “Almeno un uomo, armato con un coltello, ha tentato di entrare in Parlamento. All’esterno dell’edificio ha accoltellato un poliziotto, che è poi morto.”

Una donna durante l’attacco si è gettata  nelle fredde acque del Tamigi per sfuggire alla morte. È stata recuperata dalle forze dell’ordine, ma con gravi ferite in tutto il corpo. Anche tre studenti provenienti dalla Francia, in vacanza studio a Londra, risultano essere ricoverati in ospedale, ma con ferite più lievi della donna.

Polizia e media,  con un colpo di genio -che solo le menti britanniche sanno tirar fuori- hanno affermato che esistono analogie tecniche, con l’uso dell’auto sulla folla, con gli attacchi di Nizza e Berlino. Poi, come se non bastassero le tante figuracce davanti al mondo, hanno sentenziato che il killer con il veicolo fosse Abu Izzadeen, all’anagrafe Trevor Brooks, nato a Londra ma convertitosi all’Islam alla fine degli anni ’80.

Il trionfalismo dei vari quotidiani e televisioni svanirà come il sogno di scudetto dell’Inter, quando l’avvocato di Izzadeen dirà che il suo cliente è in galera. Insomma, le figure fantozziane all’inglese sono sembrate non finire mai in questa giornata di lutto.

 

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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