Viaggiare è vita e la vita è il viaggio dell’anima. È una spezia che muta i sapori…

Viaggiare possiamo paragonarlo a una dolce ma robusta sferzata di vento. Un soffio che ci conduce dove vuole, ma solo se sapremo apprezzarlo e seguirlo. Un alito che può spingerci sempre in avanti se lo asseconderemo e allo stesso tempo lo sapremo aggiogare.

Esso può farci scoprire luoghi sino ad ora sconosciuti, che mai e poi mai avremmo pensato esistessero. Viaggiare è una spezia che muta il sapore di ciò che sfioriamo e allo stesso tempo lascia nell’aria profumi e fragranze come il grecale, che ci ammanteranno  la mente e il cuore.

Per una mia cara amica viaggiare significa felicità, ricchezza, cultura, bellezza, sogno; una vera e propria fonte d’energia. E come darle torto!

Quest’azione, che definiremo dell’anima, ci esorta verso la scoperta di ciò che prima era solo un sogno, una visione onirica che diventa realtà e che fotografa scenari del tutto diversi da quelli sonnolenti e sempre eguali di dove viviamo.  Vuol dire conoscere nuove persone, entrare in contatto con apparati scenici quasi sempri diversi dai nostri.

Si sceglie di partire, qualche volta ne siamo costretti, e per ciascuno tale spostamento  assume un significato poliedrico, perchè viaggiare altro non è che vita allo stato puro, una metafora sulla quale molti si trovano d’accordo.
E durante questi viaggi si può cambiare, imparando fondamentali cose nuove, magari facendolo con altre persone che hanno camminato assieme a noi o hanno semplicemente incrociato la nostra strada.

Esiste qualcosa che ci ordina di stare sempre all’erta, che ci obbliga alla continua ricerca, a non accontentarsi delle risposte che troviamo sui libri o, peggio ancora, su internet e che fa aumentare la voglia di sperimentare frontalmente, di toccare con mano.

Vieppiù resti in noi il desiderio di viaggiare, di conoscere, che ci spinge ad avventurarsi in terre sconosciute, spesso molto distanti da casa,  penso, tuttavia, che il nostro animus provi pure l’esigenza di un luogo ove tornare, dei veri punti di riferimento, un porto conosciuto in cui approdare.
Certuni per detta motivazione preferiscono starsene a casa, sbagliando in pieno, perché cosi facendo si escludono tantissime possibilità, la prima delle quali il privarsi di nuove esperienze di vita.

Diciamolo francamente, non viaggiamo per fuggire alla vita, ma al contrario per far sì che la vita non ci sfugga.

Mentre siamo in viaggio è come ci trasformassimo, è come la metamorfosi del bruco della cavolaia e della costruzione del suo bozzolo che in seguito, quasi magicamente, si tramuta in farfalla e vola via, spaziando sentieri e luoghi e ovunque si fermi troverà solo meraviglia e felicità.

Viaggiare ci rende l’animo euforico e allo stesso tempo torniamo persone d’altre ere, viatori medievali su strade di vite ancora da scoprire.

E per dirla con il filosofo persiano Omar Khayyam : “La vita è un viaggio e chi viaggia vive due volte.”

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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