Il re dei forcaioli, il PM Antonio Ingroia, indagato per peculato. Travaglio in lutto

Era da immaginarmelo che il barbuto manettaro combinasse del casino. In fondo lo ha sempre fatto a discapito delle persone innocenti, creando sospetti a man bassa su questo o quel politico, su questo o quell’industriale. Poi, alla fine, chi tanto ammorba rimane ammorbato.

Insomma, il fato vendicatore sembra averci messo lo zampino e l’imbroglio che mostra il suo vero volto altro non è quello del PM di Palermo Antonio Ingroia, indagato per peculato.

L’uomo integerrimo voluto a tutti i costi da Crocetta quale amministratore della società regionale Sicilia e servizi, è stato sottoposto ad interrogatorio poche ore fa nella massima riservatezza come di solito fanno con ogni personaggio che indossa la toga.

Antonino, che è stato il ferreo sostenitore di moltissime congetture sull’ antimafia, ora deve tutelarsi dall’infamante accusa di essersi intascato in maniera truffaldina innumerevoli rimborsi per le sue trasferte in qua e là per lo stivale con la veste di amministratore della società che gestisce i servizi informatici della Regione Siciliana.

Questo paladino della giustizia che nel 2013 tentò la scalata al potere politico, come hanno fatto e stanno facendo molti suoi colleghi, con una propria lista di manettari di prim’ordine, adesso deve chinarsi come un cittadino qualunque e difendersi dalle pesantissime accuse che pendono sulla sua testa.

Mentre certuni magistrati propendono per la presunzione di colpevolezza, calpestando il sacro credo di una giusta giustizia, spero invece che a Ingroia venga riservato il diritto alla presunzione d’innocenza, cosa questa non so egli conosca.

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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