Donne relegate a piè di pagina dall’uomo, ma che la storia ha rivalutato. Una carrellata di eroine dal grande potere

La storia dell’universo femminile richiede una prospettiva globale. C’è molto di più della regina Elisabetta I o di Susan B. Anthony. Abbiamo bisogno di riportare l’attenzione storica verso la lezione di donne famose secondo un raggruppamento per i più ampi raggruppamenti di donne di potere: le madri e le anziane dei clan femminili, sacerdotesse, potere non evidente e talvolta neppure riconosciuto: le anziane dei clan femminili, le sacerdotesse, le indovine, le guaritrici e le delle altre arti e professioni femminili.

Queste sfere di potere femminile variano molto da cultura a cultura. Alcune di loro, in particolare quelle con vocazioni spirituali, conservano gli aspetti dell’ autodeterminazione, anche nelle società che insistono sulla subordinazione formale della femmina al maschio, in uno spazio privato o pubblico che sia. C’è una sorprendente interazione tra guida spirituale e politica delle donne, soprattutto in molte società indigene.

Sto pensando alla sciamano Evenki Olga che era sia capo che leader religioso del suo villaggio siberiano circa un secolo fa, e delle machis del Cile, sciamane che sono profondamente coinvolte nello sforzo della sovranità Mapuche( donne che tuttora riescono con la sola forza dello sguardo a sottomettere la volontà dei loro uomini). Ma questa sovrapposizione si verifica anche in contesti imperiali, come quando l’ anziana mikogami (sciamana) Himiko

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Sciamana Himico

fu scelta per governare i regni di Wa durante un periodo di anarchia militare, ristabilendo la pace in Giappone.

Sacerdotesse o indovine hanno spesso dato origine ai movimenti di liberazione: Nehanda Nyakasikana in the Shona, nella rivolta contro la colonizzazione inglese dello Zimbabwe; María Candelaria nella rivolta Maya contro gli spagnoli ( da solo col machete riuscì a mettere in fuga 11 soldati spagnoli armati fino ai denti).Toypurina nella rivolta Gabrieleño nel sud della California.

Nel 1791, la vecchia sacerdotessa Cécile Fatiman ha inaugurato la rivoluzione haitiana contro la schiavitù in una cerimonia vudù nel Bois Caiman. Ancor prima, la Veleda Veggente è stata la forza guida dietro l’insurrezione Batavi degli europei tribali contro Roma, e Dahia al-Kahina la sacerdotessa ha portato la resistenza berbera alla conquista araba del Nord Africa. E Gudit Isat (Giuditta del Fuoco), che rovesciò l’impero axumita nel X secolo e in Etiopia fu ricordata anche come leader religioso.

Spesso questa leadership femminile non si basa su un’ autorità istituzionalizzata, ma attraverso il riconoscimento del potere personale. La veggente e guerriera Apache Lozen, è ricordata per il suo atto di coraggio e la sua capacità di chiaroveggente per aver fatto da guida al suo popolo scortandolo fuori dal pericolo mentre si fronteggiavano gli eserciti Anglo-americani e Messicani.

Granuaile Ní Mhaille (Grainne O ‘Mailley) abbattè il monopolio assoluto maschile delle imprese militari e marinare e divenne, grazie alla sua flotta pirata, la regina senza corona “She-King” della costa del Connemara in Irlanda, e il flagello della Marina britannica nel 1500. L’audacia femminile ha, in molte società, tenuto semplicemente a difendere la libertà personale e l’autodeterminazione, ritagliandosi lo spazio per agire a dispetto dei vincoli patriarcali, per diventare quello che gli inglesi definiscono «una donna dedita al solo suo comandamento».

Agodice ha praticato la medicina, nell’Atene classica, travestita da uomo, rischiando la pena di morte poiché allora nessuna donna poteva svolgere il ruolo di medico. Circa duemila anni dopo, Miranda Stuart ha usato la stessa strategia per ottenere il suo MD come dottor James Barry, ed è divenuta Chirurgo Capo della Marina britannica. Il suo sotterfugio non è stato scoperto fino alla sua morte, anche se lei si avvicinò molto a rivelare la sua identità dopo essere stata ferita in duello.

Questo percorso di adozione di mentite spoglie maschili è stato seguito da numerose avventuriere, tra cui Carmen Robles che divenne un colonnello dell’Esercito Rivoluzionario Messicano, ed Elvira Cespedes, nel 16 secolo in Spagna, che si fece passare per medico arrivando, addirittura, a sposare una donna. In seguito scoperta fu condannata, dal Sant’Uffizio, all’esilio e ai lavori forzati.

Le donne più coraggiose hanno sfidato e sfidano l’oppressione. La famosa cantante Swahili, Siti Binti Saad ( nella foto sopra), è passata da un periodo di totale schiavitù al comporre musica taarabu ( melodie contro le ingiustizie sociali) suo veicolo vocazionale per la giustizia sociale in quella che oggi è la Tanzania. Protestò per l’oppressione di classe e l’abuso degli uomini sulle donne, e la sua canzone “La polizia ha fermato”racconta e critica aspramente un giudice che lascia in libertà la moglie omicida solo perché è molto ricca.

Ci sono molti resoconti storici di femmine guerriere, e le donne spesso hanno combattuto per difendere le loro case, i loro cari e il loro paese. Tuttavia, anche se è difficile per molte persone oggi concedere tali ampi poteri alle donne, in alcune società esse avevano addirittura il potere formale di porre il veto alla decisione di andare in guerra. La donna Cherokee, Amato, che rappresentava le donne nel consiglio degli uomini, possedeva questa autorità. Allo stesso modo ha fatto la Gantowisas della tribù degli Irochesi che è stata colei che forniva ai guerrieri cibo secco e il proprio corpo, affinchè l’uomo in guerra si sentisse soddisfatto in tutto.

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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