GIUSTIZIA. Al pluriomicida e mafioso Brusca il permesso di celebrare il Capodanno a casa, a Cosentino, indagato e forse innocente, negata la visita in carcere della moglie. Ecco, questo è il sistema giustizia nel nostro Paese…. Se hai la fortuna di essere un pluriomicida, boss della mafia, reo confesso, in gattabuia con una pena a 30anni, potrai tranquillamente celebrare il Capodanno a casa o con gli altri amici mafiosi grazie a un permesso che il buon giudice di turno ti elargisce per i tuoi meriti civili. Se, al contrario, sei un politico indagato, quindi ancora innocente, ma sottoposto alla tortura del carcere preventivo, te ne rimani in quella cella irrespirabile con ogni permesso negato. Fantasia, solo la storia di un movie drama? Magari! È tutto diabolicamente vero, stiamo parlando della sinistra realtà della nostra legge che pochi anni fa vide tristemente i giudici dire no alla visita in carcere della moglie dell’ex sottosegretario Nicola Cosentino, e che poi accettarono il ritardo del serial killer all’udienza del processo di Palermo sulla trattativa Stato-mafia, causa l’elargizione di un permesso premio per le vacanze di Capodanno, al mafioso, per ricordarlo ai piú svagati, che premette il tasto del telecomando che il 23 maggio del ’92 fece saltare in aria a Capaci Giovanni Falcone, la moglie e tre uomini di scorta. Un assassino spietato che non ricorda nemmeno il numero di persone ammazzate, compreso un adolescente, il giovanissimo Giuseppe Di Matteo, strangolato e sciolto nell’acido nel gennaio del 1996, dopo un sequestro lungo 26 mesi. Ecco, questo è il sistema giustizia nel nostro Paese, che facilita i serial killer, gli assassini più disgustosi e non permette a un presunto innocente in carcere di vedere la moglie a causa di una legge inflessibile solo per determinate categorie. Ed è appunto sulla presunzione di colpevolezza che si basa la maggior parte dei magistrati e non sulla presunzione di innocenza, come invece fanno gli altri sistemi giudiziari europei e non. Brusca ai domiciliari per capodanno, mentre a Cosentino -che non ha ucciso nessuno e forse innocente- fu stata negata la visita, nel carcere di Terni, della consorte. No, cari lettori, non mi va giù… e più ci penso più mi faccio il sangue amaro. E, come potrete immaginare, non è certamente il primo caso, come la storia di Salvatore Cuffaro ci insegna o quella dell’ex numero 2 del Pirellone Mario Mantovani. Un truculento serial killer, invece, ha trascorso in famiglia le festività. Purtroppo, nel nostro marcio paese, queste notizie fanno scalpore al momento, poi si torna a parlare di cazzate varie e ci ubriachiamo di MasterChef, C’è posta per te e via dicendo. Finchè non incappiamo nella vischiosa rete della legge nostrana. E allora sì che vorremmo fosse fatta vera giustizia! Non è troppo egoistico? No, è solo cosa nostra

 

 

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Autore: massimomelani-italiasenzagiustizia

Con i miei articoli capirete perchè non avere mai a che fare con le toghe italiche è vivere sereni. Parlerò anche di moda, attualità e politica...

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